A scuola ci hanno insegnato a differenziare lo scritto dall'orale, a usare un registro linguistico basso nella parola parlata, e una terminologia più sofisticata e ricercata per lo scritto. Dico "fare" e scrivo "effettuare", o addirittura "implementare". Ma sul web come funziona?
La rete si riempie di parole e di informazioni e il tono e la scrittura sul web sta acquisendo peculiarità e specificità, legate alle modalità di utilizzo di questo strumento, molto più simili alla comunicazione orale e informale rispetto a quella scritta e formale.
tra le regole della comunicazione una in particolare acquista maggior valore: scrittura reader oriented. Un grande esperto di Direct Marketing degli anni Ottanta scrive «Stop thinking of your product, thinking of your custumers». Applica questa regola anche quando ti trovi davanti ad una tastiera e con una pagina Web da scrivere.
Per approfondimenti rimandiamo alla Guida al Web Writing di HTML.it.
«Vi scrivo una lettera lunga perché non ho tempo di scriverne una breve». Ha dell'assurdo l'affermazione di Voltaire? No, perché è molto più macchinoso scrivere testi che racchiudono in poche frasi tutto il significato rispetto alla semplicità di un testo spontaneamente prolisso.
Pensa ad una scultura: nel blocco di marmo la statua c'è già e l'arte sta nel togliere, come nella fotografia il bravo fotografo è capace di selezionare e inquadrare. Nel blocco di marmo Michelangelo vedeva già la statua, eliminando prima con grandi colpi e poi con lo scalpellino otteneva un capolavoro. Così devi fare tu, soprattutto se scrivi sul web.
Nel testo devono rimanere quelle parole che catturano l'attenzione del lettore, le cosiddette parole lampo, i ganci linguistici. Queste possono venire offuscate se permangono alcune parole lucciola a distrarre il lettore.
Se vuoi far arrivare prima un concetto al lettore spostalo all'inizio. Una prima frase ad effetto provoca una reazione di allarme e l'attenzione viene usata come gancio.
Quanto agli aggettivi, Flaubert sosteneva che esiste una sola parola che esprime il concetto che voglio dire, non c'è nessun bisogno di aggiungere nulla.
Usa pochi avverbi: sono le parole più subdole della lingua secondo una definizione di Stephen King nel suo On Writing: modificano la parola alla quale stanno affianco, inquinandola. Hanno un effetto cacofonico, soprattutto in italiano perché finiscono in -mente.
Non è detto che sia necessario togliere le introduzioni per essere più sintetici. Per convincere il lettore dobbiamo creargli noi stessi alcuni bisogni, e non è sempre vero che sul web si debba andare subito al sodo, alle volte è meglio iniziare con una presentazione introduttiva che coinvolga il lettore.
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