I limiti delle WCAG 1.0 e il danno dei validatori automatici



A nostro parere uno dei limiti principali delle WCAG 1.0 sta proprio nel non aver messo in luce adeguatamente la profonda diversità che esiste tra i tipi di intervento mirati a rendere flessibile la struttura della pagina e quelli mirati, invece, a rendere i contenuti accessibili dal punto di vista cognitivo, concettuale. La scarsa rilevanza data alla suddetta differenza ha prodotto una dannosa conseguenza: nell'opinione comune, il raggiungimento dell'accessibilità è diventata una mera questione di lavoro sul codice, e come tale ritenuta completamente alla portata dello sviluppatore, del tecnico.

Ciò ha prodotto un'ulteriore distorsione: scambiare il superamento di un test automatico effettuato da appositi software - come per esempio il notissimo Bobby - con il raggiungimento tout court dell'accessibilità.

Si tratta di un errore gravissimo, di una vera e propria presa in giro ai danni di chi dovrebbe trar giovamento dall'utilizzare le pagine rese in questo modo «accessibili». Tanto per fare un esempio pratico, è possibile ottenere il bollino "Bobby approved" - e fregiarsene pubblicamente come a dichiarare di aver raggiunto una piena accessibilità - dopo aver riempito le proprie pagine di attributi "alt" con valori del tutto non adeguati alle immagini a cui sono associati (per es. "foto 1", "foto 2", "foto 3", ecc., sono valori di "alt" che non dicono nulla sul contenuto delle relative immagini). In tutti i casi simili, l'esposizione del bollino dichiara una pretesa accessibilità che non corrisponde affatto all'accessibilità effettiva della pagina.

La colpa di ciò non è però di Bobby (o di altro programma analogo), ma dello sviluppatore superficiale: il programma avverte infatti chi effettua il test che l'esposizione del bollino va subordinata al superamento di tutti i controlli sulla pagina che non è possibile effettuare automaticamente. Controlli - come quello sulla significatività dei testi alternativi - che solo un essere umano esperto può compiere. Ma quanti sviluppatori si preoccupano effettivamente di portare a termine simili controlli? E con quali metodi poi? Molto spesso ci si limita purtroppo a considerare concluso il lavoro sull'accessibilità, non appena Bobby segnala che i controlli automatici sulla pagina sono stati superati.

Contrastare il pregiudizio che il raggiungimento dell'accessibilità sia solo una questione di lavoro sul codice è uno degli obiettivi principali di questa guida.

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