di: Francesco De Francesco 31 Ottobre 2005
Si tende ormai a considerare Internet come una sorta di memoria esterna, che grazie alle sue illimitate possibilità ci rende possibile la fruizione di grandi quantità di informazioni.
Tutto ciò, però, se da un lato aumenta notevolmente le nostre possibilità di crescita, dall'altro crea il rischio di usare informazioni non certe per decisioni importanti.
Quando leggiamo un'informazione su web, cosa ci garantisce che sia vera?
Mi capita spesso di vederlo. Il mio conoscente non è sicuro di una certa cosa, apre il browser, fa una veloce ricerca, consulta uno o due siti, ottiene la stessa risposta, assume che sia vero, metabolizza l'informazione.
Assumiamo, in sostanza, che se più di un sito riporta la stessa informazione, questa sia vera.
La cosa, in realtà, non tiene conto del fatto che la maggior parte dei siti presenta contenuti che sono di terza, quarta, quindi e spesso decima mano. Ogni webmaster pubblica un'informazione ritenuta certa perché vista su un altro sito. In questi passaggi, però, la qualità dell'informazione subisce un degrado. Ognuno, infatti, interpreta, trascrive con sue parole, spesso traduce da una lingua all'altra, e così via. Le probabilità che l'informazione originale (e della quale non abbiamo spesso traccia) sia uguale a quella letta non sono altissime.
Capita che l'informazione sia ritenuta certificata perché letta su un sito importante, serio o attendibile. Trascuriamo il fatto, però, che nessun sito si ritiene obbligato a dirci sempre la verità. Anche senza la presunzione della mala fede, i contenuti sono scritti da umani che possono sbagliare, travisare, tradurre male, saltare parole (un "non" saltato, può cambiare totalmente il senso di una frase e di un discorso).
Spesso le informazioni sono vendute da un'agenzia all'altra e finiscono come news su centinaia di siti contemporaneamente. Se la news originale è errata, falsa o incompleta, l'errore si riverserà su tutti i siti che la pubblicano. Il fatto, però, che l'informazione sia arrivata sotto forma di comunicato stampa, automaticamente imprime nelle menti di molte persone che quanto scritto sia vero o di ragionevole presunzione di verità.
Un'altra motivazione per credere che l'informazione sia vera e corretta, è che molti ritengono che nessuno oserebbe mettere su un sito qualcosa che altri potrebbero facilmente smentire. Ciò, invece, non corrisponde alla realtà, perché il cinismo, dilagante nella vita reale, non lo è meno in quella virtuale.
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