di: Francesco De Francesco 18 Aprile 2005
Chi cerca una persona in una banca dati, non legge dieci mila curricula, ma fa una ricerca per chiavi. Ciò è di fondamentale importanza e devi tenerlo presente, se invii il CV ad una società che lo registrerà su un database. Scegli attentamente le parole che usi per descrivere la tua formazione e le tue attività. Usa termini che abbiano probabilità d’essere cercati. Se hai dubbi, prova a leggere le inserzioni sui giornali. La terminologia è quasi sempre la stessa.
Metti in alto ciò che è più importante. Chi registra, inizia dall’alto ed inserisce sino allo spazio disponibile. Poi salta. Considera, per esempio, che spesso si hanno quattro attività disponibili. Dove se ne hanno di più, si tende a registrare comunque solo le prime.
Pensando al web, è importante che tu riesca a fare una buona sintesi delle tue attività. Se non lo fai tu, lo farà chi registra nel database, con risultato probabilmente diverso da quello che ti aspetti. Se sei tu stesso a registrarti, la cosa è vera a maggior ragione. Non essendo abituato a sintetizzare in fretta o online, il tuo non sarebbe sicuramente un buon lavoro. Meglio farlo con calma, off-line e confrontarsi con qualcuno che possa darti un parere esterno.
Naturalmente ricordati che le aziende proprietarie dei db sulle ricerche di lavoro, spesso si passano i nomi. Il rischio che il tuo CV vada a finire nelle mani dell’azienda nella quale operi al momento, c’è sempre. Anche dove tu indichi con chi non vuoi venire a contatto, ricorda che è poi una persona a fare manualmente il controllo, con tutti i rischi del caso.
Per la registrazione online è a volte preferibile avere vari curriculum, uno per ogni mestiere che ci si sente in grado di fare. E’ più semplice restare coerenti e le possibilità di contatto aumentano.
Il curriculum per l’azienda che seleziona direttamente
Se invii un CV direttamente all’azienda finale, è fondamentale che il documento sia attinente alla ricerca. Prendi il tuo CV standard e togli tutto quello che non ha relazione o che non aiuta a definire un quadro che possa essere d’interesse. Ricorda che dall’altra parte c’è una persona che ha in mano un centinaio di CV e che in un paio d’ore deve organizzare gli incontri…Lettera o email d’accompagnamento.
Quando invii il CV, anche se prima hai parlato al telefono e sembra che non ci sia nulla da aggiungere, scrivi sulla email alcune note. Chi hai sentito al telefono, girando il tuo documento al responsabile, se tu non hai scritto nulla deve farlo al posto tuo, con risultati altamente imprevedibili.
Se hai sentito direttamente il responsabile della selezione, scrivi comunque. Sei solo uno dei possibili candidati e non puoi pensare che lui ricordi a memoria tutte le telefonate ricevute.
Cosa mi aspetto di trovare nella email o lettera di accompagnamento? Il motivo per cui hai pensato alla mia azienda, cosa cerchi, cosa pensi che di te mi possa interessare. Non essere frettoloso. Chi ti valuta inizia già da qui.
Concludo con due considerazioni. Se scrivi per un impiego all’estero, cerca in rete i formati richiesti. Il CV internazionale è diverso da quello italiano. Esistono varie scuole di pensiero su come si scriva un CV. Quello che ti ho esposto fa parte di una di queste. Non è detto che sia la migliore. La cosa importante è che tu abbia adesso una visione più completa di alcuni aspetti spesso sottovalutati o non considerati. Prova a fare una ricerca per le altre ipotesi.
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