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Gli standard di progettazione del Web

di: Cesare Lamanna     28 Dicembre 2001

Alcuni argomenti a favore del WaSP

In base a quanto detto la domanda sorge spontanea: cosa pensate che faccia il visitatore di un sito, magari di e-commerce (= un cliente perso), se la prima cosa che gli viene detta è:"Aggiorna il tuo browser o non vedrai quello vedono gli altri?". La risposta è facile....Via, più veloce della luce! E chi lo dice ora al direttore marketing? Però....Eh si, perchè i tipi del WaSP sono forse esagerati nel tono messianico e impositivo di certe prese di posizione, ma non c'è dubbio che sollevano questioni di grande peso.

Però dicevo.....Però il direttore marketing di quel sito non farebbe obiezioni davanti a un mirabolante sito in Flash, anzi sarebbe entusiasta! Per scoprire poi che un altro cliente è stato perso perchè non aveva il plug-in di Macromedia, non ha sopportato di dover attendere l'installazione del player (o non è stato capace di farlo), mentre magari non gli è stata fornita l'opzione di un sito in versione html.

E ancora. Il sito di ALA è basato sui CSS, non usa tabelle per il layout e poichè Netscape 4 non offre un supporto decente ai CSS solo il contenuto è pienamente fruibile (e non è poco). Siamo sicuri che la situazione sarebbe migliore costruendo un sito basato essenzialmente sulle funzionalità supportate da Explorer 5? Ricordate? "Questo sito è ottimizzato per Explorer 5 o superiore....." Belli i menu in html dinamico, interessanti gli i-frame, ma gli utenti dei vecchi browser o lo sfortunato utilizzatore di un Mac o di Linux non riuscivano probabilmente nemmeno a visualizzare i contenuti.

Ma scusate, se date un'occhiata alle raccolte di JavaScript o DHTML, quanti di questi script sono compatibili con i browser versione 4 o inferiore? È più responsabile usare questi effetti che fare una pagina ottimizzata per gli standard del W3C? Riflettiamoci un pò.

Dal mio punto di vista, l'approccio suggerito dal WaSP è pienamente accettabile. Basta intenderlo come una nuova versione della teoria della graceful degradation (per questi aspetti si veda anche l'articolo di Html.it nel dossier browser): secondo questa visione, per rendere un sito accessibile a tutti, bisogna prestare molta cautela nell'adozione di tecniche avanzate e tenere sempre presenti i vecchi browser. In pratica, posso costruire un sito che dia il meglio con Explorer 5, ma devo fare in modo che chi ha un altro browser, pur perdendo qualcosa, possa comunque accedere ai contenuti. Come è evidente c'è una debolezza: è un approccio fondato sul browser.

In una nuova visione, invece, il centro dovrebbero essere gli standard: realizzo un sito ottimizzato seguendo le specifiche del W3C ed opero una graceful degradation verso i browser che non le supportano pienamente. Non è la stessa cosa. Perchè gli standard sono comunque un punto fermo, accettabile e forse un giorno saranno fruibili da tutti; le funzionalità di un singolo browser tendono invece ad escludere senza però sfruttare le enormi possibilità derivanti da un'applicazione piena delle tecnologie previste dalle raccomandazioni del W3C (ad esempio, in tema di accesibilità per i disabili o di diffusione dei contenuti su diversi media).

Concludendo. Gli argomenti del WaSP, depurati da certi toni e provocazioni, vanno presi sul serio. Allo stesso modo di temi come usabilità e accessibilità hanno il pregio di essere richiami forti alla responsabilità e alla consapevolezza per chi opera nell'ambito del web design.

Riferimenti utili

Per finire una serie di link di approfondimento:

Guide Web design

Guida Progettazione siti web

Dall'analisi dei requisiti fino allo sviluppo e alla promozione:...

Guida Pubblicare un sito web

Le verifiche fondamentali da effettuare prima del lancio di un nuovo...

Guida Architettura dell'Informazione

L'Architettura dell'informazione è la disciplina che permette di...

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