di: Francesco De Francesco 26 Luglio 2004
Un vecchio amico mi diceva sempre che l’ingresso, a dispetto dell’idea di molti, è la parte che più deve essere curata della casa, in quanto è ciò che principalmente la maggior parte delle persone vede. Non tutti quelli che suonano il campanello, infatti, saranno introdotti in salotto. Vedranno solo l’ingresso e giudicheranno da quello.
Il titolo di un articolo per il web (e non solo), di una pagina o di una newsletter è spesso l’unica cosa vista, un istante prima che il navigatore passi ad altro. Non possiamo, quindi, perderci l’unica opportunità che abbiamo di lasciargli un messaggio.
Per essere scelto bene, il titolo deve essere attentamente studiato, partendo dalla definizione dell’obiettivo che ha. Solo dopo aver formalizzato cosa ci aspettiamo dal titolo, potremo avviare la scelta di quello che ci piace.
Consideriamo almeno i seguenti aspetti:
Scritto il contenuto e scelto il titolo, occorre verificare che raggiunga gli obiettivi che ci siamo posti e possieda le caratteristiche che avevamo fissato. Nel seguito analizzo alcuni possibili casi di titolo di contenuti.
Nella maggior parte delle situazioni, il titolo dovrebbe indicare cosa si troverà addentrandosi nel corpo del documento.
Sembra una cosa banale ed ovvia, ma non lo è poi tanto. Occorre con una frase composta da poche parole dare una sensazione precisa di cosa si troverà. Ciò è particolarmente importante per alcuni tipi di articoli e meno per altri. Capire ove si possa derogare da tale principio non è semplice e l’esperienza è sicuramente d’aiuto.
Deciso che siamo nella situazione di voler chiarire il contenuto, pensiamo ad una frase che indichi in modo chiaro e senza giri di parole, quanto andremo a leggere.
Pensiamo ad un elenco di titoli che richiamano articoli d’approfondimento. Il titolo deve essere nello stile più appropriato per il contenuto che rappresenta o deve, piuttosto, adattarsi a quello della pagina elenco? Se l’elenco riporta la lista d’articoli relativi ad un prodotto, riportarne il nome in ogni titolo rende l’elenco decisamente antiestetico.
In alcune situazioni una certa differenza di stile tra i titoli può rendere più “movimentato” l’elenco. Se gli articoli sono scritti da persone diverse, per esempio, ed i temi sono vari, nessuno si aspetta che i titoli siano uniformi tra loro.
Progettando un archivio, soprattutto se si è autori della maggior parte degli scritti, è doveroso porsi il problema di stabilire quali siano i criteri da seguire: attinenza e forma rispetto all’articolo o all’elenco (ovviamente senza andare “contro” l’articolo).
Capita spesso che il titolo sia l’unica cosa letta dell’articolo! Pensiamo ad un elenco molto lungo o visto da visitatori che si suppone diano solo un’occhiata di massima per leggere poi un solo documento. Sapendo che esiste un alta probabilità che il lettore si fermi solo a leggere i titoli, è importante che questi siano sfruttati al massimo per veicolare il messaggio.
Esempio per tutti: il branding. Se si vuole evidenziare il nome di un prodotto o di un’azienda e si suppone che il lettore si possa fermare al titolo, è fondamentale che questo li contenga. Anche non leggendo il testo avremo comunque ottenuto che la sua attenzione sia stata rivolta anche per pochi istanti a ciò che si desiderava comunicargli. E’ uno dei principi fondamentali delle tecniche pubblicitarie. Più volte vedi il nome, più è probabile che lo ricordi quando ti servirà…
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