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Un indirizzo e-mail anti-spam

di: Cesare Lamanna     16 Aprile 2004

Codificare l'indirizzo

Un altro approccio è quello di codificare il link mailto: con l'indirizzo, sostituendo il testo con i valori delle corrispondenti entità HTML. L'indirizzo fittizio che stiamo usando (utente@dominio.com) diventa dunque:

utente@dom
inio.com

Essendo entità, il browser provvederà a visualizzarle correttamente al momento di caricare la pagina, ma lo spambot le vedrà comunque in questa forma, per lui inutilizzabile.

Il guaio (apparente) è che scrivere un link di questo tipo manualmente può diventare un incubo. Niente paura. Esistono diversi servizi online che fanno il lavoro sporco per noi. Il primo è Email Encoder. Basterà inserire l'indirizzo da codificare e cliccare sul pulsante Encode. Nell'area di testo ci ritroveremo il codice da copiare e incollare. Ma dove? Nel link mailto:, ovviamente:

<a href="mailto:&#117;&#116;&#101;&#110;&#116;&#101;&#064;
&#100;&#111;&#109;&#105;&#110;&#105;&#111;
&#046;&#099;&#111;&#109;">Scrivimi</a>

Un servizio simile è offerto da SiteUp Networks. In questo caso il codice completo (link + codifica) arriva via mail. Se volete testare, quindi, dovrete fornire un indirizzo valido.

I metodi basati sulla codifica hanno anche loro un tallone d'Achille. Uno potrebbe creare uno spambot in grado di decodificare le entità. Niente problemi di supporto, invece, poiché il link non è prodotto da uno script.

Hiveware Enkoder Form

Form Enkoder, il tool creato da Dan Banjamin è senza dubbio quello che offre la maggiore protezione. È basato su una combinazione di Javascript e codifica dei caratteri, ma molto più complessa di quella basata su semplici entità. Il codice generato è piuttosto lungo e perciò non lo riportiamo. Provare è comunque estremamente semplice.

Nel Basic Form vanno inseriti nell'ordine:

  • l'indirizzo da codificare;
  • il testo che comparirà nella pagina;
  • il testo per l'attributo title (compare come tooltip passandoci sopra con il mouse);
  • eventualmente, l'oggetto predefinito della mail.

Un click su Encode the Address ed è fatta. Copiare e incollare il risultato nel punto dove vogliamo far comparire l'indirizzo e-mail.

Dopo aver visto i metodi più comuni di protezione dell'indirizzo, c'è da chiedersi se sono efficaci. Non ho statistiche personali da offrire, ma c'è uno studio molto interessante del Center for Democracy & Technology. È pieno di consigli e strategie, ma soprattutto contiene i risultati di diversi test svolti. Questo grafico è quello che più ci interessa. Gli indirizzi e-mail creati per i test e codificati con i metodi visti qui sopra non hanno ricevuto nessun messaggio di spam. Altrettanto è avvenuto per quelli cosiddetti human readable (del tipo utente[at]NOSPAMdominio.com), ma abbiamo visto prima le controindicazioni in termini di usabilità di questa scelta.

Questo è tutto. Le soluzioni che abbiamo presentato sono solo quelle di più facile implementazione, tutte lato client, per intenderci. Tecniche di redirect e riscrittura degli URL sul lato server possono consentire risultati altrettanto validi, ma sono fuori dallo scopo di questo articolo.

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