Probabilmente state leggendo questo articolo dopo aver controllato la vostra casella di posta elettronica. Quasi certamente, allora, vi siete sorbiti la dose quotidiana di spam misto a virus variamente assortiti. Un bell'intruglio, non c'è che dire. Sempre più fastidioso, sempre più invadente e incontrollabile. Soluzioni? Pozioni magiche? Non ne abbiamo, ma qualche precauzione possiamo consigliarla.
Partiremo da un dato di fatto inconfutabile: avere un indirizzo e-mail pubblico, esposto su un sito, equivale a consegnare agli spammer le chiavi di casa. Non c'è scampo. A quel punto, non si può che ricorrere ad un software anti-spam o a filtri da configurare sul programma di gestione della posta, essendo comunque consapevoli dei limiti attuali di queste tecnologie, del rischio che mail legittime finiscano tra quelle da cestinare e delle contromisure sempre più insidiose adottate dagli spammer. Perdonateci la banalità, ma mai come in questo caso è più efficace prevenire che (tentare di) curare. E per prevenire è utile ricordare come gli infestatori della nostra privacy ottengono gli indirizzi da bersagliare.
Un primo sistema è quello di 'sparare nel mucchio'. Si parte da un dominio, magari quello di un grosso provider, e si creano indirizzi casuali o che corrispondono a schemi comuni. Personalmente, ho notato questa tendenza nello spam 'nazionale'. Se avete, ad esempio, un indirizzo del tipo antonio45@dominio.com, state certi che nel campo CC troverete spesso, tra i destinatari, anche antonio46@dominio.com, antonio67@dominio.com e così via. Variazioni sul tema, si direbbe, generate da un computer. Non crederete che lorsignori vadano a controllare l'esistenza di tutti quegli indirizzi! Sparare nel mucchio, dunque.
Una secondo sistema è quello di acquisire liste di indirizzi da soggetti che li hanno raccolti per poi rivenderli (proditoriamente). In questo caso l'unica contromisura è leggere con attenzione le disposizioni in tema di privacy prima di fornire i dati e agire di conseguenza, denunciando eventualmente ogni violazione riscontrata. Su siti che non forniscono garanzie è opportuno, al limite, servirsi di indirizzi creati ad hoc (è anche un sistema per verificare l'uso che ne verrà fatto: se lo ho dato solo a Tizio, perché mi arrivano mail anche da Caio e Sempronio?).
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