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Testare i contenuti

di: Angela Colter     10 Marzo 2011

Questa è la traduzione dell'articolo Testing Content di Angela Colter, pubblicato originariamente su A List Apart il 14 Dicembre 2010. La traduzione viene qui presentata con il consenso dell'editore (A List Apart Magazine) e dell'autore.

Nessuno deve convincervi del fatto che è importante analizzare l’interazione e la struttura del vostro sito web con chi ne farà uso, giusto? Ma se questo è tutto quello che fate, state trascurando il feedback che riguarda la parte più importante del vostro sito: il contenuto. Se la funzione del vostro sito è quella di convincere gli utenti a fare qualcosa, a comprare qualcosa, o semplicemente informare, analizzare soltanto se gli utenti riescono a trovare le informazioni o a concludere una transazione commerciale è un’occasione mancata: Il contenuto è adatto al pubblico? Riescono a leggere e a capire ciò che avete scritto?

Il racconto di due tipi di pubblico

Analizziamo un sito d’informazione medica con due tipi di schede informative: una versione semplificata per un pubblico non specializzato in materia e una versione tecnica per i medici. Durante un test, un medico che vi partecipava lesse la versione tecnica e si fermò dicendo: “Scusate ho soltanto cinque minuti tra un paziente e l’altro per cogliere il senso di tale informazione. Non voglio fare una ricerca sul tema, voglio soltanto capirne abbastanza per parlarne con i miei pazienti. Se non riesco a farlo rapidamente, non riesco ad usarlo.” Avevamo espresso alcuni giudizi errati riguardo le esigenze di ogni pubblico e se non avessimo analizzato il contenuto avremmo perso questa importante confessione/feedback.

Non è così che si fa

Ad un utente avete mai rivolto delle domande riguardanti il contenuto del vostro sito web?

È di vostro gradimento quell’informazione?

Avete capito ciò che avete letto?

Saremmo tentati dall’idea di porre tali domande, ma esse non vi aiuteranno a capire se il contenuto del vostro sito web è adatto al vostro pubblico. La domanda sul “gradimento” è popolare – in particolare nelle ricerche di mercato – ma è di scarsa importanza nella ricerca sul design, perché quando qualcosa piace, piace a prescindere dalla sua comprensione o dall’effettivo utilizzo. Dan Formosa spiega in maniera efficace il perché durante una ricerca si dovrebbe evitare di chiedere agli utenti quello che desiderano. Per quanto riguarda quello che c'è di sbagliato in una domanda sul "capire", basterà dire che essa aiuta a comprendere poco come la gente legge.

Il processo di lettura

La lettura è il prodotto di due elementi cognitivi simultanei: la decodifica e la comprensione.

Quando abbiamo imparato a leggere, abbiamo appreso che certi simboli rappresentano dei concetti. Si inizia con il riconoscere delle lettere e associarle a delle forme con i suoni che li rappresentano. Poi spostiamo la nostra attenzione per riconoscere le intere parole e il loro significato. Una volta decifrate queste singole parole, si può passare alla comprensione: capire ciò che aveva in mente l’autore mettendo insieme quelle parole. È un’attività difficile, soprattutto se state imparando a leggere o se fate parte di quel 50% della popolazione che ha scarse capacità di alfabetizzazione.

Anche se si ha la tentazione di far leggere il nostro testo a qualcuno e domandargli se l’ha capito, non bisognerebbe fidarsi di un semplice “sì” come risposta. È possibile riconoscere ogni parola (decodifica), ma anche fraintendere il significato (comprensione). Probabilmente lo avete sperimentato voi stessi: siete mai riusciti a leggere qualcosa fino in fondo per rendervi conto di non aver capito ciò che avete appena letto? Riconoscete ogni parola, ma poiché lo scritto non è comprensibile, o perché siete stanchi, non riuscite ad afferrare il significato del testo. Inoltre, ricordatevi che se qualcuno ha erroneamente interpretato quello che legge, non vi è modo di saperlo se non fate delle domande per valutare la sua comprensione.

Perciò come si fa a scoprire se il vostro contenuto sarà adatto per i vostri utenti? Vediamo di prevedere se funzionerà (senza utenti) e di verificare se funziona (con gli utenti).

Date una valutazione

Le formule di leggibilità valutano gli elementi di scrittura che si possono quantificare: lunghezza delle parole e delle frasi, in maniera tale da prevedere il livello di competenza richiesto per la loro comprensione. Esse possono essere un modo veloce, facile ed economico per capire se un testo sarà troppo difficile per il pubblico a cui è destinato. I risultati sono facili da capire: per la comprensione di un testo, molti indicano in modo approssimativo il livello di una classe scolastica statunitense.

È possibile acquistare dei software sulla leggibilità. Vi sono anche degli strumenti gratuiti online su Added Bytes, Juicy Studio e Edit Central: ma vi è anche la formula Flesch-Kincaid Grade Level formula di Microsoft Word.

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