di: Cassie McDaniel 24 Febbraio 2011
Questa è la traduzione dell'articolo Design Criticism and the Creative Process di Cassie McDaniel, pubblicato originariamente su A List Apart l'11 Gennaio 2011. La traduzione viene qui presentata con il consenso dell'editore (A List Apart Magazine) e dell'autore.
All’avvio di un progetto, le possibilità sono infinite. Quello schermo bianco può essere sia piacevole che terrificante. In quanto designer, iniziamo a riempire momentaneamente lo spazio disegnando dei pastrocchi e facendo degli esperimenti. In maniera rapida prendiamo mille piccole decisioni, cercando di plasmare un messaggio che abbia una forte eco sul nostro pubblico. Poi, giunti a metà percorso, dobbiamo fermarci e condividere il nostro lavoro incompiuto con colleghi o clienti. Durante il processo creativo questo tipico momento di stop ci fa venire in mente donande come: Che importanza ha la critica all’interno del processo di design e di tutto il progetto? Le critiche sono veramente utili e sono necessarie? Se così fosse, in che modo possiamo usare questo feedback per poter perfezionare il nostro prodotto creativo?
Quando ci dedichiamo ad un vero procedimento di collaborazione, le critiche offrono uno straordinario punto d’incontro della visione generale, del design, della strategia, della tecnologia e della clientela. Durante il processo, la critica è un passo fondamentale poiché permette di pensare in modo differente per poter raggiungere lo stesso punto in comune, come ad esempio quello di arrivare ad un compromesso riguardo ai requisiti visivi rispetto a quelli tecnologici. La critica ad un design incompiuto riduce il rischio di mancare totalmente gli obiettivi finali di un progetto. Agendo in disaccordo nel processo creativo, un buon feedback può sistemare nuovamente il messaggio del design ed aiutarci a capire ciò che stiamo davvero cercando di dire (vedi figura 1).
Figura 1 - Il processo di design
Zach Lieberman, creatore di innovativi software di eye-tracking, sostiene l’idea del DIWO, - Do It With Others [Createlo insieme agli altri, ndt], - affermando: “Abbiamo bisogno di pensare al processo artistico come ad un laboratorio dove stiamo lavorando insieme svolgendo delle attività di ricerca ”. Ciò è in contrasto con la famosa parabola del design in cui un cammello è un cavallo realizzato da una commissione [sottolinea l'inefficacia di conciliare opinioni opposte. Le caratteristiche distintive di un cammello come le sue gobbe e i suoi malumori sono considerati difetti di progettazione, ndt]. Il metodo della critica non è un pretesto per dar vita ad una commissione di design, ma i designer devono sforzarsi di collaborare insieme ed agire come amministratori del design e non come dei dittatori. Dobbiamo domandarci: Cosa c’è di sbagliato in un cammello? Non è solamente un modo diverso di guardare al problema?
Se la critica ci aiuta a collaborare, essa deve dare l’impressione di essere un suggerimento più che un ordine. Ancora una volta nell’interesse della collaborazione, la critica dovrebbe avvenire in forma colloquiale, sia nel darla che nel riceverla. Quando le critiche al design sono unilaterali, ad esempio quando vengono dati degli ordini senza alcuna spiegazione, il risultato è simile al gioco del telefono senza fili: il messaggio arriva smorzato ed incomprensibile, perché colui che porta il messaggio non fa parte di alcun contesto o non fa parte delle decisioni finali che riguardano la progettazione definitiva.
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