Introduzione alle WCAG 2.0

di: Laura Gargiulo     07 Maggio 2009

Domanda: cosa sono le WCAG? Non è una parolaccia, ma sta per Web Content Accessibility Guidelines, letteralmente: le linee guida per l'accessibilità dei contenuti. Tali linee guida sono raccomandazioni che l'organo del W3C crea e diffonde affinchè si abbia un documento standard a cui fare riferimento per eventuali leggi a proposito e per un comportamento corretto e uniforme da parte degli sviluppatori del web durante la creazione dei contenuti delle pagine web.

Non spaventatevi, niente di trascendentale, bastano davvero pochi accorgimenti, e nel caso del più alto livello di accessibilità qualcuno in più, ma a meno che non lavorerete per una Pubblica Amministrazione non sarete obbligati, anche se sarebbe il caso di tenerne sempre conto. Queste linee guida infatti forniscono buoni principi per un contenuto dei siti accessibile a tutti, soprattutto ai disabili, così come accennato nella definizione stessa delle linee guida.

Storia e versioni

Ne è stata redatta una prima versione nel 1999, di cui Michele Diodati ha ampliamente parlato su questo sito, stilando anche regole di “buon webdesign” che caldamente raccomando. Sulla base di questa prima versione è stata redatta poi la Legge Stanca (2004) alla quale è seguito nel 2005 un Decreto Legge che l'ha resa operativa in Italia tramite 22 requisiti per i siti creati per le pubbliche amministrazioni, obbligati da allora a seguirne i principi. Ora ne è stata redatta una seconda versione (11 dicembre 2008) raccomandazione ufficiale del W3C, sia per i siti nuovi sia per quelli da aggiornare. In Italia siamo già quasi pronti con la versione definitiva della traduzione, grazie soprattutto al lavoro di Roberto Scano, presidente Iwa, che ha prestato consulenza nel 2004 per la legge summenzionata.

Le WCAG 2.0 e i loro principi

Ma addentriamoci nei dettagli delle WCAG 2.0 analizzando i fondamentali 4 principi di base: percepibile, utilizzabile, comprensibile, robusto. Cito da Webaccessibile.org:

  1. Percepibile: “Le informazioni e i componenti dell’interfaccia utente devono essere presentati agli utenti in modo da poter essere percepiti. Questo significa che l’utente deve essere in grado di percepire le indicazioni indipendentemente dalla propria disabilità. “
  2. Utilizzabile: “I componenti dell’interfaccia utente devono essere navigabili ed operabili. Questo significa che l’utente deve essere in grado di interagire con i componenti dell’interfaccia, ovvero l’interfaccia non può richiedere azioni per le quali un utente non è in grado di agire.”
  3. Comprensibile. “Le informazioni ed il funzionamento dei componenti dell’interfaccia utente devono essere comprensibili. Questo significa che gli utenti devono essere in grado di capire le informazioni, nonché il funzionamento dell’interfaccia utente”.
  4. Robusto. “Il contenuto deve essere sufficientemente robusto per essere interpretato in modo affidabile dalla maggior parte dei programmi utente, comprese le tecnologie assistive. Questo significa che gli utenti devono essere in grado di accedere al contenuto anche con l’evoluzione delle tecnologie, ovvero il contenuto deve risultare accessibile nel presente come nel futuro. “

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