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In difesa del lettore

di: Mandy Brown     26 Marzo 2009

Questa è la traduzione dell'articolo In Defense of Readers di Mandy Brown pubblicato originariamente su A List Apart il 17 Febbraio 2009. La traduzione viene qui presentata con il consenso dell'editore e dell'autore.

I migliori lettori sono ostinati. Possiedono una capacità di resistenza quasi inesauribile che li porta a leggere a prescindere dalle circostanze in cui si trovano. Ho visto un lettore assorbito nella lettura del Don Chichotte mentre era seduto in un bar rumoroso; ho visto gente a New York che cammina tenendo un libro in mano e leggendo; di recente mi è capitato di vedere persone divorare libri sul loro iPhone (incluso un tipo che mi ha confessato di aver letto l'intera trilogia del Signore degli anelli scrollando tutte le pagine con il pollice). E milioni di noi leggono quotidiani, riviste e blog sugli schermi, ogni giorno, nonostante tutte le dichiarazioni secondo cui oggi non legge più nessuno.

Quello che tutte queste categorie di lettori hanno in comune è l'abilità di riuscire a creare solitudine intorno a loro anche in circostanze che sembrerebbero impedirlo. La lettura è un'esperienza solitaria, ma nel corso dei secoli i lettori hanno imparato come coltivare quella solitudine, come accrescerla negli ambienti meno inospitali. Un lettore esperto può letteralmente perdersi in un buon testo anche mentre intorno c'è la guerra, una cosa che equivale a coltivare orchidee nel deserto.

A dispetto dell'ubiquità della lettura sul web, però, i lettori rimangono un pubblico negletto il più delle volte. La maggior parte dei nostri discorsi intorno al web design gira quasi sempre intorno ad un senso di movimento: si pensa che gli utenti cerchino, trovino, guardino. Misuriamo quanto frequentemente cliccano ma non quanto a lungo stanno su una pagina. Ci preoccupiamo dei loro spostamenti e della loro partecipazione, di come si muovono da una pagina all'altra, con chi parlano quando arrivano lì, ma ci dimentichiamo spesso i bisogni di quelli che hanno come unico obiettivo quello di rimanere lì, fermi. I lettori crescono quando hanno spazio, una minima distanza dalle chiacchiere della folla, e come web designer possiamo ancora fare molto per aiutarli a trovarlo un po' di spazio in più:

È pressoché impossibile guardare e leggere nello stesso tempo: sono azioni diverse.
Gerard Unger, While You're Reading

Pensate al vostro primo incontro con un libro. Guardate la copertina per sentire com'è, poi forse iniziate a dare un'occhiata al risvolto di copertina per leggere le note dell'editore. Aprendo il libro potreste dare un rapido sguardo al titolo o all'indice. Forse arrivate alle ultime pagine per contare quante sono in tutto. Oppure vi ritrovate casualmente a valutare quanto pesa quel libro.

La maggior parte dei lettori mette in atto almeno uno e spesso molti di questi comportamenti, il rituale della pre-lettura è parte della cultura del libro. Nello stesso tempo, questi gesti svolgono una funzione importante, perché facilitano la transizione dal guardare al leggere. Aiutano il lettore a stabilire un interesse, servono come invito e stimolo alla lettura, preparano il campo al gesto che segue.

Comportamenti simili si ritrovano sul web. Quando arrivate alla pagina che contiene un articolo, è probabile che diate un'occhiata al logo per capire dove siete, osservate la navigazione per vedere cos'altro potete trovare sul sito. Quasi certamente osservate il titolo dell'articolo, o la foto e illustrazioni che lo accompagnano. Se c'è una citazione o un sommario, probabilmente li leggete, proprio come si leggono il risvolto di copertina o il retro di in libro. Magari leggete il primo paragrafo, ascoltando per vedere la voce del testo risuona dentro di voi. Se ad un certo punto durante queste attività di pre-lettura concludete che l'articolo non fa per voi, abbandonate la pagina e andate da qualche altra parte. Ma se c'è qualcosa che vi interessa, è probabile che rimaniate lì.

Tutto ciò può accadere nel giro di pochi secondi, ma questi secondi sono la sola preparazione che mette in atto un lettore, l'unica assistenza per passare dal guardare al leggere, dal dare uno sguardo rapido al concentrarsi nella lettura del testo. È durante questi secondi che un lettore decide di fissare la sua attenzione sul testo e di iniziare a leggere, un impegno non piccolo su un medium che prende il suo nome dal gesto frettoloso del curiosare (browsing).

Ci sono molti lettori che si impegneranno nella lettura anche se il design della pagina non facilita questa operazione, ma come designer abbiamo a disposizione molti modi per assistere i lettori nella transizione dal guardare al leggere.

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