di: Nicola Convertini 10 Settembre 2003
Queste le principali critiche, tra l’altro supportate con dovizia di rigore e risultati dalla Nielsen Norman Group.
È importante, a questo punto, dare conto del mutamento di orientamento di Nielsen nei confronti di Flash. Nel giro di 8 mesi (dall’ottobre 1999 a Giugno 2001) Macromedia ha annunciato la nascita di una partnership con Nielsen al fine di migliorare l’usabilità dei propri software. La notizia non è di poco rilievo se si pensa che lo stesso Nielsen aveva annunciato alla partenza del proprio tour mondiale che “il primo grande problema di Internet è Macromedia”. La collaborazione ha portato all'implementazione nella release MX di funzioni legate all’accessibilità.
Dalla collaborazione il prodotto esce effettivamente migliorato ma porta ancora con sè alcune limitazioni tra cui non ultime la non aderenza alle specifiche del W3C come argutamente descritta in un articolo di Joe Clark. Flash non conosce però arresti affermandosi come standard di fatto. Gli sviluppatori non abbandonano il loro mezzo di sviluppo preferito. Macromedia dichiara l’utilizzo dell’applicativo da parte di un milione di progettisti e il possesso del player da parte di 412 milioni di utenti. Perché? Anche questa volta per una molteplicità di motivazioni. Flash, dalla versione MX, è diventata più accessibile. Contiene ora gli strumenti per la fruizione (seppure non perfetta) dei contenuti da parte di soggetti svantaggiati. La creazione di interfacce ha eliminato alcuni eccessi (tra i quali si possono inquadrare le interminabili e pesantissime intro) inquadrati come misuse della dilatazione di possibilità. È cresciuta la cultura dell'usabilità e molta letteratura ha suggerito diversi accorgimenti per realizzare applicazioni più usabili. Gli sviluppatori hanno avuto il tempo di conoscere il prodotto, maturare abilità, corregerne con l'ingegno alcune limitazioni. L’usabilità può venire facilmente rispettata attraverso una buona progettazione: Flash ne offre i mezzi. A volte rappresenta la migliore delle soluzioni. L'utente dispone inoltre di connessioni di anno in anno più veloci che limitano il problema della banda.
Il dibattito deve insomma spostarsi dalla tecnologia allo sviluppatore. Egli può non ricercare l'usabilità per scelta (l'arte non ha bisogno di usabilità) o per assenza di competenze di usabilità o tecniche, ma le stesse obiezioni si possono rivolgere allo sviluppatore in html, con una doverosa riflessione: creare applicazioni accessibili in Flash richiede una progettazione più attenta e una realizzazione più difficoltosa rispetto all’html. Vale osare. Lo stesso Nielsen sta rivedendo alcuni suoi dogmi sulla necessità dell'essenzialità a vantaggio del bel design che, immergendo nella piacevolezza, invita l'utente a trattenersi. Qualche byte in più può valer la pena sprecarlo.
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