Validare l'accessibilità di un sito Web

di: Cesare Lamanna     16 Luglio 2003

Standard, CSS, usabilità, accessibilità. Se dovessimo condensare in pochi termini le principali tendenze del webdesign negli ultimi tre anni non potremmo fare a meno di considerare anche queste. Che dibattiti serrati e sperimentazioni di valore non siano stati sempre accompagnati da molte applicazioni 'reali', è un altro discorso e non è questa la sede per affrontare un tema così spinoso. È fuori di dubbio, comunque, che a livello di consapevolezza i passi fatti siano stati enormi. La strada verso quello che, con felice espressione, Maurizio Boscarol definisce web ecologico è oggi, sicuramente, meno irta di ostacoli.

Pur trattandosi di ambiti diversi e che coinvolgono competenze specifiche (ma spesso trasversali), l'attenzione ad aspetti come il rispetto degli standard, la separazione tra stile e struttura attuata con i CSS, l'accessibilità dei siti, hanno ridato finalmente importanza al codice e alla sua correttezza formale e logica. Una sorta di stop alla 'sbornia visualÈ inaugurata dall'avvento degli editor alla Dreamweaver o alla Front Page. Due tendenze ci paiono significative.

Da una parte i tool visuali si sono 'adeguati' alla tendenza. Pensiamo a Dreamweaver. Il programma di Macromedia è oggi in grado di produrre pagine standard (HTML e XHTML), di convalidarle, di assistere lo sviluppatore (anche con wizard) nel miglioramento dell'accessibilità. Su quest'ultimo aspetto si può vedere l'l'articoloL'accessibilità con Dreamweaver MX di Marcello Cerruti pubblicato sulle pagine di PRO.HTML.it.

Da un'altra parte, è cresciuta l'attenzione per la fase di verifica delle pagine. Ecco, dunque, la comparsa rapida di un gran numero di strumenti automatici in grado di effettuare un controllo sul codice al fine di valutarne la validità o il rispetto dei requisiti minimi di accessibilità. Si tratta in genere di tool online, con un funzionamento molto semplice. Si inserisce in una casella di testo la URL della pagina e si avvia la verifica. Il risultato sarà sempre un rapporto più o meno analitico contenente la segnalazione degli errori.

Molto si è discusso sulla reale efficacia di tali strumenti. L'errore maggiore è di considerarli giudici assoluti o dispensatori di certificazioni in ambiti in cui non possono esserlo. La verifica dell'usabilità o dell'accessibilità di un sito è infatti operazione complessa, che va ben al di là di una pura e semplice analisi del codice. Detto questo, è altrettanto indubbia la loro utilità. Questi i compiti importanti che possono svolgere:

  • Sono utili nella fase di verifica preliminare del sito. Consentono infatti di analizzare il codice e rintracciare gli eventuali errori commessi.
  • Sono l'unico strumento possibile per lavori a basso budget o per siti personali.
  • Fanno aumentare la consapevolezza su questioni altrimenti poco valutate.

La proposta del W3C

Anche il W3C ha in qualche modo sancito l'importanza di questi tool. Nel documento Evaluating Web Sites for Accessibility propone una sorta di vademecum che accompagna lo sviluppatore nelle fasi di verifica preliminare e controllo di conformità dell'accessibilità di un sito.

Per prima cosa suggerisce di testare le pagine con i comuni browser grafici e in differenti condizioni d'uso (risoluzione, disabilitazione di immagini e fogli di stile, visualizzazione in scala di grigi, gestione del dimensionamento del testo, navigazione senza mouse). A questo argomento (il browser come strumento di test) abbiamo dedicato un Un browser a misura di sviluppatori di PRO su Mozilla, ma non va dimenticata la validità di un programma come Opera 7, che tante opzioni mette a disposizione degli sviluppatori. Nel documento si invita poi a controllare le pagine almeno con un browser vocale e uno testuale e si sottolinea l'importanza di effettuare un controllo con almeno due tool di verifica automatica.

Lo stesso W3C mantiene un documento che elenca la maggior parte di questi strumenti. Ad esso vi rimandiamo per link e brevi presentazioni. Qui ci interessa solo richiamare due delle tre categorie in cui essi sono organizzati:

  1. Strumenti di validazione: effettuano una verifica sul codice, segnalano gli errori in un rapporto finale e stabiliscono il grado di conformità alle norme di accesibilità (il classico bollino).
  2. Strumenti di verifica e riparazione: oltre al controllo consentono anche di correggere automaticamente gli errori presenti nel codice.

A questo punto possiamo passare ad una breve panoramica di alcuni di questi tool.

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