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Analisi comunicativa dei siti dei partiti politici

di: Calogero Dimino     03 Luglio 2008

Un paio di settimane prima delle elezioni politiche 2008, su Magazine del Corriere Della Sera viene riportata un'intervista a Jacques Seguela sulle scelte comunicative dei candidati politici italiani. Anche nel web la notizia ha avuto eco ma ha continuato a riferirsi esclusivamente all'off line.

Vorrei piuttosto focalizzare l'attenzione sulla comunicazione on line messa in atto dagli staff dei rispettivi leader. Nel sottolineare, qualora ce ne fosse bisogno, che tale analisi è strettamente comunicativa e che non ha alcun colore politico, vorrei invece aggiungere che questa specifica indagine, nelle parti in cui segue le tracce off line di Seguela, nasconde in realtà un colore pubblicitario in quanto, teoricamente, sono possibili altre ideologie d'approccio.

Dopo aver brevemente introdotto la corrente pubblicitaria di Seguela, verranno analizzati in dettaglio gli aspetti tecnici e comunicativi dei protagonisti alle politiche 2008.

  • Vedremo come allocano le risorse al loro interno, ovvero come dispongono e rendono accessibili i loro contenuti, compresa l'ottimizzazione per i motori di ricerca; 
  • considereremo l'offerta dei contenuti messi a disposizione dei loro visitatori;
  • osserveremo come i siti coinvolgono i loro utenti, come li spingono ad integrare altri navigatori presentando e condividendo contenuti dall'interno del sito verso l'esterno e viceversa, naturalmente anche in ottica web 2.0; 
  • coglieremo gli elementi simbolici ed i processi messi in atto dai partiti nella costruzione/affermazione della propria identità.

Dopodiché metteremo tutti i dati a confronto e ci accorgeremo in maniera evidente che esiste un web politico a due velocità.

Nella seconda parte dell'articolo torneremo su Seguela. Confronteremo i suoi spunti con quanto è emerso nella nostra indagine e vedremo su quali aspetti hanno puntato maggiormente i partiti o quali dimensioni comunicative potrebbero decisamente migliorare.

Un'ideologia mitica per la politica

Senza troppi giri di parole, possiamo subito dire che l'ideologia di Seguela è mitica, contraria alla referenzialità e si pone in un'area in cui, denegata la funzione rappresentazionale del linguaggio, viene semmai affermata la funzione costruttiva di quest'ultimo.

Nell'ideologia referenziale conta l'adeguazione alla realtà e le procedure mirano a presentare un discorso come vero. Contano quindi i discorsi narrativi, figurativi ma non astratti, e descrittivi ma non normativi. Insomma, informazioni concrete e non slogan straordinari.

Al contrario, lo stile di Seguela è fatto di sogni, di ironia, di malizia che servono a nidificare simboli, impalcare modi di vedere le cose, costruire realtà.

Nell'ideologia referenziale luoghi e personaggi sono già dati. Nell'ideologia mitica sono gli avvenimenti e gli sviluppi progressivi a riempire, costruire e dare un'identità a ciò che prima non aveva forma. Per fare ciò si ricorre, ma non solo, ai simboli ed ai grandi riferimenti culturali popolari, terreno in cui la comunicazione dei partiti mette(va) bene le sue radici. Seguela pur rimanendo fedele alla sua concezione, tiene presente la nuova situazione politica.

In Italia si è di fatto assistito al passaggio da partiti fortemente ideologizzati, e portatori di interessi di classe ben definiti, a un sistema composto di partiti che cercano il consenso di elettori provenienti da classi sociali diverse.

Gli elettori sono più indecisi e più che al partito ideologico guardano ai leader. La politica sembra essere diventata più leggera, si rompe la barriera che separava il potere dal popolo e che conferiva agli onorevoli un'area di sacralità. In TV i programmi satirici da Striscia la Notizia a Le Iene mettono in seria difficoltà i politici nostrani, mentre su internet il sarcasmo li ridicolizza attraverso immagini, video e file di presentazione denigratori. Da leader politici a leader oggetto di barzellette. Se, da un lato, tale creatività potrebbe essere "spontanea", sorge il dubbio che recentemente sia sempre più pilotata attraverso apposite campagne viral, ma su questo punto torneremo dopo.

La debolezza dei politici nei media si mostra anche nell'agenda setting. L'elite politica non sembra più in grado di imporre in maniera decisiva e totalizzante la propria scaletta tematica ai media. Scandali, dichiarazioni o azioni fuori luogo prendono spesso il sopravvento. Il giornalismo interpreta e non risparmia critiche mentre i politici, sfruttando la logica dei media, si attaccano reciprocamente sempre più spesso e con maggiore veemenza. Ci chiederemo se valga più l'immagine o la sostanza, ma la risposta sembra scontata.

Cosa viene trasmesso nei siti dei partiti e come?

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