Web 2.0 e Intranet: la rivoluzione si chiama "costruzione collettiva"

di: Daniele Cerra     26 Gennaio 2007

Dalla prima proposizione del concetto stesso di Web 2.0 a oggi sono stati fatti passi da giganti per quanto riguarda i servizi in grado di gestire la conoscenza attraverso Internet e, più in generale, le tecnologie informatiche di comunicazione. Il successo di Google, illustre antesignano del Web 2.0, e, poi, di Flickr, sotto molti aspetti il primo e più importante servizio Web 2.0 che, non a caso, è considerato oggi modello e punto di riferimento per tutti i progettisti web, dimostrano come l'accesso e la gestione dell'enorme mole di informazioni multimediali che il web è in grado di catalizzare sia il punto focale di ogni strategia contemporanea di comunicazione veicolata dal media Internet.

La vera rivoluzione dei servizi web di ultima generazione consiste, infatti, nell'aver spostato radicalmente il baricentro della creazione dei contenuti verso la base della popolazione di internauti: se in precedenza erano entità considerate come istituzionali e ufficiali a raccogliere, redigere e pubblicare le informazioni - si pensi ai grandi portali generalisti vecchio stile - che venivano fruite o, al più, commentate dai potenziali utenti, considerati sempre e solo come destinatari finali delle comunicazioni, oggi gli autori dei materiali condivisi e aggregati nei servizi web più di successo sono gli stessi utenti finali. Come insegna il fenomeno della blogosfera, è la stessa base di utenti a produrre i contenuti fruiti dagli altri utenti.

Una rivoluzione copernicana... da assecondare

Per capire quanto sia radicale questo cambiamento e come le strategie tradizionali di web design e architettura dell'informazione debbano mutare di conseguenza, sarà utile porsi tre semplici domande. Da dove nasce e dove risiede il sapere di una comunità di utenti? Quanto vale poter accedere a quel sapere? Esistono mezzi per gestire tale sapere? Si tratta, ovviamente, di domande per rispondere alle quali occorre calarsi nel dettaglio nelle singole situazioni progettuali. In particolare, a seconda del fatto che si tratti di un progetto web indirizzato a utenti "privati", che si parli di portali e Intranet aziendali o di fenomeni mediatici di origine spontanea senza diretti fini di ritorno economico, le risposte a queste domande variano in maniera sostanziale. Vediamo con alcuni esempi specifici di evidenziare alcuni aspetti di base che saranno molto utili in fase di progettazione e implementazione degli ambienti web ed Intranet di nuova generazione.

Servizi Web 2.0

Uno degli assi fondamentali del successo di progetti Web 2.0 come il fortunatissimo YouTube consiste proprio nel fatto che, forse per la prima volta nella storia, una platea sterminata di videoamatori dispone di una piattaforma "intelligente" attraverso la quale condividere, pubblicare divulgare i propri filmati amatoriali.

L'elemento multimediale video è uno degli aggregati di informazioni più denso in assoluto, forse quello che meglio di ogni altro è in grado di trasmettere il maggior numero di informazioni multisensoriali nel minor spazio di tempo. La portata di un progetto come Youtube, ma lo stesso si può dire per Flikr o il più recente Slideshare, è enorme proprio perché permette a una comunità potenzialmente sterminata di navigatori finali di essere contemporaneamente i produttori e i fruitori di elementi multimediali e informazioni. Lasciare che siano gli stessi utenti a foraggiare l'immenso archivio di informazioni che, visti dal punto di vista dell'utente finale, vanno ad alimentare una sola, enorme fonte alla quale si riesce ad attingere in maniera semplice ed immediata, permette da un lato che siano finalmente disponibili per tutti informazioni che fino a poco tempo fa sarebbero rimaste chiuse nei cassetti digitali dei propri autori, dall'altro di costituire un aggregato di conoscenze che, per molti versi, è assimilabile alla concretizzazione del concetto di Intelligenza Collettiva definito da alcuni dei più importanti sociologi contemporanei.

I modelli economici legati a questo tipo di progetti Web 2.0 si basano principalmente proprio sulla partecipazione collettiva e l'interazione degli utenti all'interno dell'interfaccia di fruizione dei servizi offerti. Da un lato, esistono modelli come quello proposto da Flickr che, attraverso la vendita di servizi premium, consentono di usufruire di tecnologie di condivisione e pubblicazione sul web considerate esclusive, dall'altro si segnalano progetti web che sfruttano il cosiddetto effetto network degli utenti che accedono a tale servizio, per veicolare informazioni pubblicitarie contestuali o vendere i contenuti inseriti dagli utenti sotto forma di feed per sistemi di syndication.

Guide Web design

Guida Progettazione siti web

Dall'analisi dei requisiti fino allo sviluppo e alla promozione:...

Guida Pubblicare un sito web

Le verifiche fondamentali da effettuare prima del lancio di un nuovo...

Guida Architettura dell'Informazione

L'Architettura dell'informazione è la disciplina che permette di...

Altre guide

Newsletter @Grafica e Web Design

Ogni settimana, direttamente nella tua e-mail: guide, articoli, tutorial e FAQ su Web Design e grafica per il Web.

Iscriviti alla newsletter

Altre newsletter

Corsi in aula

Corso Google AdWords Base

27 Febbraio 2012 a Milano
Disponibilità: 7 Posti

Corso Google AdWords Base

28 Marzo 2012 a Roma
Disponibilità: 7 Posti