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Introduzione a RSS

di: Cesare Lamanna     07 Marzo 2003

Un po' di storia (per capire da dove viene)

Qui entriamo in un terreno un po' intricato. Come molte cose dell'informatica, anche la storia di RSS è fatta di rivalità, piccole ripicche, gruppi contrapposti. Il formato venne creato da Netscape, che nel 1999 produsse la versione 0.90. Erano gli anni in cui l'azienda puntava molto sulla creazione di portali personalizzati (MyNetscape) da riempire con liste di link o di news selezionate dall'utente in base alle sue preferenze o esigenze. Seguì una versione più semplificata, la 0.91. Netscape abbandonò ben presto l'avventura e con essa lo sviluppo di RSS.

Il formato venne allora adottato da Dave Winer come base dei sistemi di content management di Userland. Intanto, un gruppo di sviluppatori iniziò a lavorare su un altro formato di syndication, fondato su uno dei linguaggi standard del W3C, RDF. Ne venne fuori la specifica RSS 1.0 (RDF Site Summary).

Sentitosi scavalcato e deprecando certi aspetti di complessità di RSS 1.0, Dave Winer proseguì per la sua via, dando nuova vita al vecchio formato e sfornando, nell'ordine le versioni RSS 0.92, 0.93, 0.94, fino a quella attuale, rilasciata da pochi mesi: RSS 2.0. Per rimarcare la distanza da RSS 1.0 e sottolineare il carattere di semplicità della sua proposta, Winer ha dato al suo formato il nome di Really Simple Syndication.

La situazione, dunque, è che abbiamo due formati concorrenti per fare essenzialmente la stessa cosa. In effetti, negli elementi di base, sono uguali. Cambia la filosofia di fondo. RSS 2.0 punta alla semplicità, RSS 1.0 guarda alla ricchezza semantica e all'estendibilità con moduli esterni (cose comunque possibili anche per il rivale). Un'utile tabella di confronto tra le diverse versioni la trovate in questo articolo di Mark Pilgrim.

Quanto alla diffusione, non dobbiamo pensare che le versioni attualmente superate siano scomparse. I feed in formato RSS 0.91 o 0.92 sono molto utilizzati, principalmente per la loro semplicità e per il fatto di essere più che sufficienti per una syndication di base, ridotta all'essenziale.

Chi deve preoccuparsi per la presenza di proposte contrapposte? Non chi consuma RSS con i news aggregator: sono in grado di leggere tranquillamente tutti i formati. Se ne deve preoccupare, invece, il programmatore che voglia, per esempio, trasformare un feed. I due linguaggi presentano sintassi diverse e per garantire compatibilità bisogna per forza creare meccanismi o script che ne tengano conto. Dal lato della produzione, dovrebbe preoccuparsene chi intenda fare di un feed un uso appena più avanzato della syndication di base. A quel punto è opportuno valutare con attenzione cosa offrono i due formati.

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