di: Ester Liquori 15 Maggio 2006
Abbiamo già parlato del più semplice degli accorgimenti per una buona navigabilità, un menu che sia ben pensato e strutturato. Un altro semplice strumento sono le breadcrumbs, letteralmente “molliche di pane” (con riferimento alla favola di Hansel e Gretel che per ritrovare la strada di casa si lasciavano dietro una scia di pezzetti di pane).
Le molliche di pane non servono esattamente a tornare indietro nel percorso seguito dall’utente. Costituiscono piuttosto un percorso, linkato, gerarchicamente ordinato che porta dalla home page di un sito attraverso le sottopagine fino a quella in cui ci si trova e viceversa, evidenziando e permettendo di raggiungere le tappe intermedie.
Se ad esempio ci troviamo in un sito di vendita di componenti elettroniche potremmo trovare un percorso di questo tipo:
home > informatica > stampanti > laser
Se la pagina si trova ad un livello profondo della gerarchia le molliche di pane rappresentano il modo più veloce di semplificare la navigazione. Specialmente se la pagina interna è stata raggiunta attraverso un link esterno l’uso di un percorso così chiaro offre al navigatore un contesto in cui potersi muovere agevolmente. Ove possibile le etichette del percorso devono corrispondere al titolo della pagina ed ogni etichetta deve essere chiaramente distinguibile rispetto alla successiva. Un utile strumento di demarcazione sono i classici simboli come > o /. Vediamo alcuni esempi:
home > informatica > stampanti > laser
home / informatica / stampanti / laser
home :: informatica :: stampanti :: laser
home | informatica | stampanti | laser
Più un sito è complesso e ricco di informazioni e più è difficile che il menu sia esaustivo. In tal caso altri utili elementi vengono in aiuto sia del Web Content Manager, che deve preoccuparsi di rendere usabile il suo sito, sia del navigatore, che ha bisogno di percorsi chiari per non perdersi nella gerarchia.
Prendiamo in considerazione ad esempio una mappa cliccabile o, ancor più semplicemente uno schema strutturato con i link a tutte le pagine e sottopagine del sito. Se si realizza la mappa cliccabile questa non deve essere troppo complessa e deve comunque essere accompagnata dalla versione testo del diagramma perché altrimenti chi utilizza browser testuali non vedrebbe nulla:
Figura 2. Screenshot: esempio di mappa del sito
L’uso di colori differenziati potrebbe evidenziare le diverse sezioni, rendendola ancora più immediata fin dal primo sguardo.
Un altro utilissimo strumento, spesso sottovalutato è il motore di ricerca interno. Laddove anche i site map sono interminabili, i link sembrano ammassarsi l’uno sull’altro ed il povero utente sembra destinato a smarrire se stesso e la sua determinazione ecco che un piccolo campo bianco con la scritta “cerca” può dare la soluzione al problema e la felicità all’utente:
Figura 3. Screenshot: motore di ricerca del sito Kelkoo
Prendiamo infine in esame i feed, uno strumento ormai ampiamente affermatosi grazie alla diffusione dei blog. Un feed è un riepilogo regolarmente aggiornato di contenuto web, sviluppato in XML, con link associati alle versioni complete di tale contenuto.
Grazie ai feed è possibile ricevere sul proprio computer aggiornamenti sulle ultime notizie pubblicate dai siti di cui si sono registrati i link sull’aggregatore di feed. Un aggregatore di notizie è un software, pagina web o servizio che consente di raccogliere i feed e di creare una sorta di giornale personalizzato su misura per l’utente. Fornendo i feed del nostro sito permetteremo all’utente, casuale e non, di ritrovare l’articolo che lo interessa semplicemente permettendogli di linkarlo e salvarlo, con il vantaggio di fidelizzarlo e renderlo sempre partecipe dei nuovi articoli senza che debba tenere sotto controllo l’aggiornamento dei contenuti.
L’utente non deve essere obbligato a seguire un percorso. Come abbiamo avuto modo di dire un libro ha un inizio ed una fine, un testo on line è invece in continuo divenire grazie ai contributi esterni di cui può usufruire. Circoscrivere il navigatore, obbligarlo a poter accedere solo ad una porzione del sapere per paura di perdere un testo che potrebbe non trovare più è limitante.
Pochi semplici accorgimenti daranno al navigatore la libertà di tornare ai testi come e quando vuole.
Grazie poi ai nuovi traguardi della programmazione e della condivisione dei testi su blog l’utente è finalmente libero di creare il “suo” testo, aggregare le informazioni e fruire i contenuti nel modo che preferisce.
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