di: Christian Heilmann 19 Aprile 2006
Questa è la traduzione dell'articolo Seven accessibility mistakes (part 1) pubblicato originariamente su Digital Web Magazine il 31 gennaio 2006. La traduzione viene qui presentata con il consenso dell'editore e dell'autore.
Ci sono diversi motivi per cui vengono pubblicati sul web siti non accessibili. Di uno abbiamo discusso in un mio precedente articolo: a molti clienti dell'accessibilità non importa praticamente nulla. Le loro motivazioni hanno un senso se ci si mette nei loro panni. Un'altra ragione è rappresentata dagli errori di noi sviluppatori. Fare errori è naturale, pagarne le conseguenze e imparare da quegli errori è ciò che può renderci migliori, come sviluppatori e come persone.
In questo articolo parlerò di alcuni fra i principali errori che ho dovuto affrontare nel corso della mia attività di sviluppatore web professionista. Se li terremo in considerazione nel futuro, è molto probabale che riusciremo a creare siti belli e accessibili senza tanti problemi, accontendando clienti e visitatori.
Alla fine di ogni sezione, presenterò anche una serie di suggerimenti utili ad evitare simili errori. È possibile che non tutti siano in grado di seguirli, per ragioni di budget, o perché alcuni richiedono un rapporto molto stretto con il cliente, ma tenerli presenti non può certo far male. Nessun passo compiuto nella direzione di un design fatto a vantaggio dell'utente e che tenga conto delle idee del cliente può rappresentare una perdita di tempo.
Molti strumenti di editing, framework o sistemi CMS dichiarano di poter creare
siti standard compliant e conformi al livello WAI tripla-A. Molti di
essi si limitano però a chiudere i tag HTML, a mettere in minuscolo i
nomi degli elementi generati da un editor WYSIWYG e a rispettare le regole relative
all'uso dell'attributo alt sulle immagini. Non c'è niente
di male in tutto ciò, ma non basta.
Un codice HTML valido non è necessariamente corretto a livello semantico o logico, solo un essere umano è in grado di stabilire se lo è davvero. Non vorrei essere frainteso: ci sono strumenti di editing sicuramente validi, ma sono solo strumenti, macchine che non sono in grado di comprendere le questioni riguardanti l'interazione degli esseri umani con un computer. Le macchine non possono determinare in alcun modo se il risultato finale abbia o meno un senso, per quanto siano sofisticate. Nel bel mezzo di un progetto, poi, uno può scoprire che un certo CMS ha qualche difetto tenuto ben nascosto nei siti dimostrativi che in genere ne accompagnano la distribuzione (mi viene in mente la conformità rispetto alla codifica UTF-8 per i siti internazionali).
Guida Architettura dell'InformazioneL'Architettura dell'informazione è la disciplina che permette di... |
Guida Accessibilità dei siti Web praticaLa guida per progettare siti ad elevata accessibilità vi permetterà... |
Guida Accessibilità dei siti Web teoricaQuesta guida è finalizzata sostanzialmente a una conoscenza e a una... |
Ogni settimana, direttamente nella tua e-mail: guide, articoli, tutorial e FAQ su Web Design e grafica per il Web.
Iscriviti alla newsletter
|
|
Corso Design e Usabilità dei siti15 Febbraio 2010 a Milano |
|
|
Corso Accessibilità siti Web22 Marzo 2010 a Milano |
|
|
Corso Accessibilità siti Web01 Marzo 2010 a Roma |